Giovedì….ho deciso. Oggi è arrivato il momento di prendere una decisione. Sono giorni che mi assillo sul fatto di partire o meno per questa benedetta vacanza a Natale e non sono riuscita a trovare una risposta. Bene, non voglio più stare così in ansia ed entro domani devo aver risolto la cosa. Così questa sera vedrò Richi, gli parlerò e sentirò cosa pensa di fare a Capodanno e se io sono inclusa nei suoi progetti. Se fosse così sarò ben lieta di annullare il mio volo per le Canarie. Se non sarà così allora parto e vado a godermi questa vacanza. Devo fare così perché sono sicura che se partissi senza dire niente a lui, poi me ne pentirei. Se rimanessi a casa e tra me e lui non andasse starei male il doppio e mi pentirei di non essere partita. Allora chiarisco la cosa e basta. C. lo chiamerò domani per dargli la bella o brutta notizia. In ogni caso, sappiamo benissimo entrambi che tra me e lui non potrebbe funzionare, per un milione di motivi, ma so che se vado giù starò bene, mi divertirò, sarò amata e coccolata e non voglio perdermi quest’occasione per rimanere a casa a pensare a qualcuno che non sa cosa vuole dalla vita. Meglio chiarire. Me l’hanno detto in tanti, non li ho voluti ascoltare fino ad oggi. Ora è arrivato il momento.
Mercoledì…..metà settimana. Il peso che ho sul cuore non tende a diminuire. Lo stomaco mi fa male sempre di più, spero non arrivi anche l’ulcera. La cosa positiva è che questo dolore allo stomaco mi ha fatto passare anche la voglia di mangiare e la settimana scorsa mi sono accorta di aver perso 2.6 kg. Diventerò una bella ragazza magra e infelice. Che bella cosa no? Ho sempre sognato entrare in un taglia 42/44 forse questo è il metodo giusto, forse questa è la volta buona. Ma a cosa servirà? Probabilmente non a farmi stare meglio. L’altra sera scherzando con mamma le ho detto che quando me ne vado il 24 dicembre poi non torno più. E la risposta della mia saggia genitrice è stata:” non è fuggendo da qui che troverai la tua felicità…se non stai bene con te stessa non sarai felice in nessuna parte del mondo”. Come darle torto? Ovviamente non si può, lei ha sempre ragione. Ho riletto un post di qualche giorno fa dove scrivevo che se lui non si è innamorato di me in questi 10 anni non succederà di certo ora e allora osa sto aspettando? Perché mi sto illudendo così? Perché non trovo la forza di cancellare tutti i suoi messaggi, di bruciare la sua foto che da 10 anni custodisco nel portafogli come una reliquia preziosa, di eliminare il suo numero di telefono, di “resettarlo” dalla mia vita? Perché? Perché? Perché? Ci provo ad andare avanti a portare con onore il mio nome….essere Serena, ma la vita mi ha disillusa, mi ha tolto i sogni. Vorrei poter togliere quell’amaro che mi soffoca il cuore e ci provo, davvero, tutti i giorni. Ieri qualcuno mi ha detto che il momento più buio è quello prima del sorgere del sole e allora io aspetto con fiducia questo sole che tornerà a scaldarmi e che mi ricorderà che la vita è una meraviglia e che va apprezzata perché è il dono più prezioso che abbiamo ricevuto…..

......La misura dell'amore....
....è amare senza misura.......
Lunedì 26 novembre. Buongiorno blog. Questo week end ho fatto un po’ di capriole sulle nuvole e ho gonfiato un po’ di più il mio mondo pieno di fantasie. Il mio castello in arai diventa sempre più grande, tra un po’ si espanderà lungo tutto il territorio celeste. Sabato pomeriggio sono andata con Richi e una coppia di suoi amici a Savona al compleanno di un suo amico. Tu sai cosa vuol dire? Trascorrere un sabato con lui, condividere le sue amicizie, insomma far parte a pieno del suo mondo. Non mi ha presentata agli altri come una sua amica e quando qualcuno faceva allusioni su di noi lui non ha mai fatto nulla per smentire. Ora: come posso io non costruirmi un sacco di fantasie? E’ impossibile!!!! Quando però la ragazza del suo amico mi ha chiesto cosa faccio io a Capodanno, se ho già degli impegni o se lo passo con loro, mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi. Le ho detto che sono ancora indecisa sul da farsi anche se non è proprio vero. Va beh…ci penserò ho ancora un mese….Siamo stati a cena in una specie di trattoria di uno degli amici di Richi, molto alla buona, ma si è mangiato bene. Dopo cena siamo andati al porto di Savona dove ci sono tutta una serie di bar. Fortunatamente il tempo era buono e così siamo rimasti seduti fuori a chiacchierare del più e del meno. Verso le 03.00 ci siamo diretti in un altro bar per fare colazione e alle 04.00 siamo ripartiti verso casa. Richi alla guida e io al suo fianco. Gli altri due dietro dopo due minuti già dormivano e così io e lui ci siamo fatti la strada schiccherando e ridendo. La mia testa appoggiata alla sua spalla e una mano intrecciata alla sua, così abbiamo fatto il viaggio di ritorno. Ora capisci quando dico che ho fatto un po’ di capriole sulle nuvole? Non chiedevo null’altro, ero felicissima di essere lì al suo fianco. Ora tutto diventa sempre più difficile. Io sprofondo sempre più in una sabbia mobile di emozioni e pensieri ed uscirne è un bel problema. Vorrei avere qualche certezza in più, ma per il momento devo accontentarmi di viaggiare ogni tanto a qualche metro da terra e poi rassegnarmi a tornare giù....


Giovedì. La giornata è iniziata con una leggera pioggerellina che cade da un cielo color grigio piombo, non vuole smettere, continua il suo ticchettio come una malinconica ninna nanna. Ieri finito il lavoro volevo passare da Richi, ma poi ho pensato che forse sarebbe stata meglio una telefonata e così l’ho sentito. Mi ha risposto la sua voce spenta, gutturale, quasi un rantolo. Sta soffrendo e io non posso far nulla. Gli ho detto che vorrei poter togliergli di dosso un po’ del dolore che ha e portarlo io al posto suo, ma non si può fare. Ieri è stato a casa solo tutto il giorno, è uscito solo per andare a sistemare i fiori davanti alla tomba di suo fratello. Avrei voluto essere con lui, tenermelo stretto stretto. Dirgli che tutto passa, che il tempo lenisce le ferite, farlo piangere sul mio seno, accarezzarlo e cullarlo e invece non posso.Come mi fa male tutto questo. Mi sembra un coltello che scava piano piano una ferita aperta. Forse ci vedremo una di queste sere, quando lui vorrà, io non voglio essere invadente. Lui sa che ci sono sempre e quando vuole e questo basta. Però io non posso andare a casa con quest’ansia. Così finito di lavorare mi sono già organizzata per andare in piscina. Nuotare mi ha sempre aiutato a scaricare lo stress. Voglio lasciarmi affondare
con la pesantezza di una spugna inzuppata, per tornare in superficie a riprendere fiato
con la leggerezza di un sughero...Sotto acqua non penso a nulla, i pensieri vengono lavati via. L’acqua tiepida mi avvolgerà come una carezza e il silenzio ovattato sarà una dolce canzone e io nuoterò finchè le forze me lo concederanno e se poi lui non mi chiamerà allora uscirò con M. oggi non posso stare da sola.


E ti senti il cuore che pesa come un masso….e nella testa un rumore assordante come un grosso martello che picchia su ogni tua terminazione nervosa….gli occhi ti fanno male per le troppe lacrime….e lo stomaco è chiuso ermeticamente….un nodo ti tiene la gola serrata e brucia. Vi siete mai sentiti così? Io mi ci sento oggi. Ieri è stata una giornata veramente difficile. Vedere l’uomo che amo soffrire in quel modo e non potergli essere vicina come avrei voluto mi ha fatto ancora più male. Più passano i giorni e più mi ritrovo a sprofondare in quella situazione dalla quale ne sono uscita a fatica qualche anno fa. E’ inutile, come posso negare l’evidenza? Come posso cercare di nascondere questo amore che ormai ha radici profonde che si sono radicate dentro il mio cuore e lo tengono prigioniero? Non posso farlo. Ho cercato in tutti i modi di cacciarlo, di abbattere questo sentimento, ho continuato a vivere la mia vita, ho fatto le mie esperienze. A momenti mi è parso di aver quasi dimenticato, mi sono illusa di poterlo cancellare…..sbagliavo….è stata solo pura illusione. Ma questa volta non l’ho cercato io…lui è venuto da me, perché? Lui continua a cercarmi. Forse ha deciso di premiarmi per la costanza avuta nell’amarlo per 10 anni? E se fosse solo un momento di debolezza e domani si svegliasse senza sentire il bisogno di me? Cosa farei? Dovrei rialzarmi e ricominciare, ma è difficile….è difficile….è difficile. Intanto stringo tra le mani un biglietto aereo che vorrei poter bruciare.
Inizia una nuova settimana, buongiorno blog. Ho trascorso un buon week end. Venerdì sera insieme ad M. abbiamo organizzato da me una cena orientale con pietanze miste. Gli ospiti ci hanno fatto mille complimenti e devo dire che ci è riuscito tutto abbastanza bene. Dopo cena ci hanno raggiunti Richi con Fabio. Questa per me è stata più che una sorpresa. Richi che viene a casa mia anche se in casa ci sono tutti i miei amici…da non credere. Lo guardavo, guardavo il suo volto segnato dalla sofferenza, quei suoi sorrisi di circostanza che gli saranno costati una fatica enorme. Avrei voluto mandare via tutti, prenderlo stretto tra le braccia e dirgli che io gli sono vicina, che capisco quanto sta male e promettergli che tutto finirà presto. Sono salita in camera per cercare una cosa e lui mi ha seguito, aveva voglia di fuggire un po’ dal chiasso che stavano facendo i miei amici e mi ha detto che domani ci sarà il funerale di suo fratello, che non vede l’ora che tutto finisce e che è stanco. Vorrei poter prendere io un po’ del suo dolore per alleggerirgli questo momento, ma non lo posso fare. Spero almeno che la mia vicinanza e tutto l’amore che provo per lui gli diano un po’ di calore e lo aiutino a sentirsi meno solo. Sabato, invece, abbiamo festeggiato il compleanno di M, anche se è oggi. Siamo andate su a casa di Dany al lago. Eravamo circa una ventina di persone. Io purtroppo sono stata male, ho avuto un calo di pressione o non so cosa per cui non mi sono gustata né la cena né a pieno la serata. In 9 siamo rimasti su a dormire. Quanto ho riso non lo sai. Ci siamo accampati nella grande taverna, con tutti i materassi per terra e abbiamo dormito tutti insieme. Avremo spento le luci alle 04.00 e di lì a qualche ora Giorgia ci ha svegliati con la sveglia che usano nelle caserme…avrei voluto ucciderla! Abbiamo pranzato sempre lì per finire il cibo avanzato la sera prima, poi siamo tornati a casa e io mi sono “imbalsamata” sul divano per il resto del pomeriggio. Domani non ci sarò. Vado a donare il sangue e nel pomeriggio al funerale. Sarà una giornata difficile, ma mai quanto lo sarà per lui che dovrà dire addio a suo fratello…..